gli ATA dimenticati

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CORONAVIRUS,

 

IL GOVERNO DIMENTICA IL PERSONALE ATA.

 

SERAFINI (SNALS): DIPENDENTI DELLA SCUOLA A RISCHIO

 

Riportiamo, di seguito, l’intervista del Segretario Generale, Elvira Serafini, realizzata da Bianca Bianco e pubblicata su www.giustizianews24.it/, che può essere letta sul nostro sito https://bit.ly/3b1fnBc e al link https://bit.ly/2x6tRRr

Coronavirus, il Governo dimentica il personale Ata. Serafini (Snals): «Dipendenti della scuola a rischio»

 

Aule vuote, lezioni sospese, alunni e docenti a fare didattica a distanza. La campanella però nelle scuole italiane suona ancora, ma solo per il personale Ata (amministrativo, tecnico ed ausiliario). Parliamo degli assistenti amministrativi e tecnici e dei collaboratori scolastici che, mentre il Governo decide la sospensione delle attività didattiche per l’emergenza Coronavirus, continuano a lavorare. E spesso lo fanno prendendo treni ed autobus ed affrontando trasferte anche lunghe, quindi con un serio rischio di essere contagiati dal Covid-19.

 Una contraddizione, lamentano gli stessi lavoratori sostenuti dai rispettivi sindacati, acuita dal decreto ‘Cura Italia’ varato ieri dal Governo che non prevede alcuna misura specifica per questa categoria. Ci si aspettava la chiusura della scuola che non è arrivata. Non nasconde il disappunto per il decreto ‘Cura Italia’ e quel vuoto che riguarda proprio il personale scolastico la segretaria generale della Snals Scuola Elvira Serafini: «Dopo molti incontri e sollecitazioni al Governo – dice – attendevamo con ansia queste misure. E invece, nulla cambia: le scuole non sono state chiuse e il personale, esponendosi a gravi rischi, continua a lavorare».

Segretario Serafini, qual è ad oggi la situazione del personale Ata che appare quale l’ultimo ‘avamposto’ della scuola?

«C’è una condizione di grandissima criticità, attualmente. E il Governo, con il suo decreto che non ha chiuso le scuole, l’ha acuita. Noi avevamo chiesto a gran voce la chiusura, pur essendo consapevoli dell’esistenza di un contratto che per il personale Ata non prevede una chiusura totale. Ma vista l’estrema criticità che si sta vivendo l’abbiamo sollecitata soprattutto per i collaboratori scolastici».

Definite quest’ultima una categoria ‘a rischio’

«Certo, perché spesso si tratta di pendolari che si spostano per chilometri per raggiungere il luogo di lavoro e lo fanno prendendo mezzi pubblici e dunque esponendosi ad un concreto rischio di contagio. Si parla tanto di tutela della salute e non si pensa alla grande responsabilità che ci si assume facendo andare a scuola queste persone. Speravamo si concordassero strategie per bypassare contratti e leggi e invece…».

E invece tutti a scuola. I dirigenti scolastici non possono porre rimedio a questa situazione?

«Guardi, questa è un’emergenza non prevista e una situazione assolutamente peculiare e non inquadrabile. Il rimedio si deve porre eccome; il Ministero ha optato per le turnazioni, cercando di facilitarle attraverso il personale che non viaggia. Ma questo non si realizza sempre, perché i dirigenti scolastici non vogliono assumersi la responsabilità di lasciare i lavoratori a casa e quindi ecco che le turnazioni riguardano anche i pendolari. E così tutto resta immutato: si continua a parlare di picchi e di contagi eppure, di fronte a casi così evidenti di rischio, non si prendono provvedimenti».

La categoria vive un momento di forte preoccupazione…

«Certo. Questa è una vicenda anomala, in cui il decreto avrebbe potuto aiutare a superare una enorme difficoltà. Questo non è accaduto e ci assume così la responsabilità di far viaggiare questi lavoratori. E se qualcuno si ammala?».

 

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Tutela della salute e della sicurezza

 

sono oggi un’assoluta priorità

 

Alla luce del numero rilevante dei contagi e dell’invito pressante ed urgente a limitare ogni spostamento delle persone, riteniamo che i dirigenti scolastici debbano, senza alcun indugio, assicurare lo svolgimento in via ordinaria in forma agile delle prestazioni lavorative del personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, come previsto nei DPCM emanati dal Governo, limitando la presenza dei lavoratori esclusivamente ai casi in cui la presenza fisica sia indispensabile, come nel caso delle attività connesse alle attività zootecniche nelle aziende agrarie o delle istituzioni educative.

Crediamo che non debba assolutamente ripetersi quanto avvenuto nella regione Marche il 4 marzo, con l’esposizione al contagio dei partecipanti all’incontro formativo in presenza per i dirigenti scolastici neoassunti, voluto dall’USR nonostante le proteste delle OO.SS.. La difesa della salute e il rispetto delle condizioni di sicurezza vengono prima di ogni altra considerazione.

Per quanto riguarda il personale che non può, per le caratteristiche della professione, accedere allo smart working, ci aspettiamo dal decreto-legge, del quale si attende l’emanazione, indicazioni risolutive e rispettose delle previsioni contrattuali, già del resto presenti nella nota 323/2020 del Ministero dell’Istruzione. 

Anche per i dirigenti scolastici lo smart working costituisce la modalità ordinaria della prestazione lavorativa. A nostro parere, nel quadro delle disposizioni attualmente vigenti, i dirigenti dovranno assicurare la presenza nell’edificio scolastico solo quando ciò risulti del tutto inderogabile, come nel caso di attività improcrastinabili per le quali la presenza fisica del personale sia stata ritenuta indispensabile. Tutte le restanti attività di coordinamento e di gestione potranno essere svolte da remoto. L’utenza potrà comunque rivolgersi all’istituzione scolastica tramite contatti telefonici ed indirizzi e-mail pubblicati sul sito dell’istituzione scolastica.

Ridurre gli spostamenti delle persone è, al momento, l’unico modo di contrastare la diffusione del contagio. La scuola pubblica continuerà a garantire lo svolgimento della sua funzione costituzionale. Tutto il personale scolastico, dai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale ATA, continuerà ad assicurare alle studentesse e agli studenti l’esercizio del diritto allo studio.

Riteniamo infine ineludibile un confronto preliminare con la Ministra dell’istruzione per verificare l’impatto sulla scuola delle misure contenute nel decreto legge in corso di emanazione, anche al fine di rilevare eventuali necessità di integrazione in sede di conversione.

Roma, 15 marzo 2020

Flc CGIL

Francesco Sinopoli 

CISL Scuola

Maddalena Gissi

UIL Scuola Rua

Giuseppe Turi

SNALS Confsal

Elvira Serafini 

GILDA Unams

Rino Di Meglio

 

LA “DIDATTICA A DISTANZA” TRA LA LIBERTÀ

D’INSEGNAMENTO ED IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE

La sospensione delle attività didattiche nelle scuole, nelle università e negli istituti di alta formazione a causa dell’emergenza “Covid 19” ha messo i docenti nella condizione di utilizzare diverse forme di didattica a distanza. Tutta la comunità educante, docenti, dirigenti e personale ATA, si è fatta interprete dell’esigenza di garantire il diritto all’istruzione degli studenti.

La “rete”, da sempre considerata da noi una risorsa preziosa non solo per il funzionamento delle scuole ma anche per il consolidamento degli apprendimenti, ha rivelato nell’attuale situazione di emergenza tutte le sue potenzialità. Riteniamo però che in questo momento l’interesse della comunità educante sia soprattutto quello di mantenere attiva la relazione educativa con gli alunni con l’obiettivo di stimolare approfondimenti sui percorsi formativi già realizzati e di programmare coerentemente la ripresa delle attività curriculari.

Non riteniamo giusto né opportuno imporre metodologie didattiche e strumenti senza la condivisione della comunità scolastica, come del resto raccomanda la nota MI del 6 marzo 2020.

Il rispetto della libertà di insegnamento, tutelata dalla Costituzione, ci induce a lasciare ai docenti la libera individuazione delle migliori modalità per il mantenimento della relazione educativa ai fini del consolidamento delle competenze già acquisite dagli allievi.

Per tale motivo siamo nettamente contrari a qualsiasi forma non prevista dalla norma legislativa e contrattuale di controllo dell’orario di servizio dei docenti o di registrazione delle presenze “a distanza” degli allievi, tramite i software di gestione del registro elettronico. Lo stesso Ministero tra l’altro ha chiarito che le assenze degli alunni nei periodi di sospensione delle attività didattiche dovute all’attuale situazione di emergenza non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico. Per quanto concerne i docenti la stessa giurisprudenza in materia afferma che, in assenza di attività programmate o d’impegni collegiali straordinari convocati dal Dirigente Scolastico, il docente deve essere considerato a disposizione, ma senza l’obbligo di adempiere al suo orario settimanale curriculare, previsto per il normale svolgimento delle lezioni [sent. Consiglio di Stato (sezione VI) n. 173 dell’8 maggio 1987, giudizio poi recepito nel D.lgs. n. 297/1994 e nei successivi contratti collettivi nazionali].

Il Ministero poi, intempestivamente a nostro parere, ha emanato la nota 318 dell’11 marzo con la quale ha avviato il monitoraggio delle attività di didattica a distanza messe in atto dalle scuole. Il monitoraggio del MI segue peraltro analoghi monitoraggi già autonomamente avviati da diversi USR.

Non riteniamo opportuna in questo momento un ulteriore adempimento da parte delle scuole, già messe in seria difficoltà dell’emergenza sanitaria, tra l’altro in una fase propedeutica alla messa a punto di un vero sistema di didattica a distanza. Il monitoraggio avviato dal MI manifesta le sue interne contraddizioni allorché alcuni quesiti richiedono addirittura le forme di valutazione individuate dai docenti per la verifica degli apprendimenti previsti dai percorsi realizzati a distanza. Noi riteniamo che la funzione docimologica appartenga ai docenti e sia regolata da precise norme regolamentari e legislative quali il DPR 122/2009 e il D.lgs. 62/2017 e non da protocolli di fonte tradizionale, come del resto lo stesso ministero ha ricordato nella sua nota del 8 marzo 2020.

Avremmo preferito che il Ministero avesse informato le organizzazioni sindacali sull’iniziativa del monitoraggio. Lo Snals avrebbe sicuramente trovato soluzioni flessibili, senza violare i limiti contrattuali, e nel pieno rispetto e riconoscimento del prezioso lavoro che la stragrande maggioranza dei docenti e del personale della scuola sta svolgendo, ben al di là del proprio orario di lavoro, per avviare, prima della raccolta di meri dati statistici, una riflessione pedagogica sulle necessità contingenti della didattica in un clima condiviso e operoso.


AZZOLINA: VIA LIBERA A ULTERIORI MISURE PER IL

LAVORO AGILE. SCUOLE APERTE SOLO IN CASO DI

ATTIVITÀ INDIFFERIBILI

Stanziati 85 milioni per supportare la didattica a distanza, 43,5 milioni per la pulizia straordinaria degli ambienti scolastici. Salvaguardati i posti dei supplenti

Il comunicato stampa al seguente link:

https://www.miur.gov.it/web/guest/-/coronavirus-azzolina-via-libera-a-ulteriori-misure-per-il-lavoro-agile-scuole-aperte-solo-in-caso-di-attivita-indifferibili

 

DIDATTICA A DISTANZA” PAGINA SUL SITO MI

E’ attiva sul sito del Ministero Istruzione, la pagina “Didattica a distanza” all’indirizzo https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html, un ambiente di lavoro in progress per supportare le scuole che vogliono attivare forme di didattica a distanza nel periodo di chiusura legato all'emergenza coronavirus.

 

#LASCUOLANONSIFERMA,

LA RUBRICA QUOTIDIANA

SUI SOCIAL DEL MI

Il MI, nel comunicato #LaScuolaNonSiFerma, pubblicato al link https://bit.ly/39ZRrxU, informa della rubrica quotidiana sui social del Ministero (Facebook e Instagram e canale Telegram), con il racconto delle esperienze messe in campo dalle scuole e diversi contenuti utili.

 

EMERGENZA CORONAVIRUS E PERSONALE TECNICO

AMMINISTRATIVO DELLE ISTITUZIONI AFAM

Lo Snals-Confsal e le altre OO.SS. hanno inviato ai Presidenti e ai Direttori delle Istituzioni AFAM la lettera che riportiamo in area riservata, relativamente all’Emergenza coronavirus e al personale Tecnico Amministrativo delle istituzioni AFAM