NO alla regionalizzazione della Scuola

 

 

LETTERA APERTA

 

 

Alla Dirigente

dott.ssa Patrizia GRAZIANI

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e p.c.

 

Al Direttore regionale

dott.ssa Delia Campanelli

segrdirettore-lombardia@istruzione.i t

 

Alla Segreteria Generale Snals

Via Leopoldo Serra, 5

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All’ufficio legale Snals

di Bergamo

 

Segreteria regionale Snals

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Oggetto: utilizzi ai sensi del C.I.R.USR Lombardia 25/7/2018 scuola infanzia 18-19.  

 

In data 01 ottobre 2018 con comunicazione prot. m_pi. AOOUSPBG.REGISTRO UFFICIALE.U.0007317, la Dirigente dell’AT di Bergamo, dott.sa Patrizia Graziani, disponeva, nelle more del perfezionamento del CCNI relativo alle utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie 2018-19 e ai sensi del C.I.R. Lombardia, le integrazioni agli utilizzi della scuola dell’infanzia, così come richiesto dallo Snals-Confsal di Bergamo.

Ho modo di ritenere che il sistema delle relazioni sindacali sia stato degnamente onorato, grazie “alla correttezza e trasparenza dei comportamenti, al dialogo costruttivo, alla reciproca considerazione dei rispettivi diritti ed obblighi, nonché alla prevenzione e risoluzione dei conflitti”.

Nel combinato disposto delle norme che regolano la vita del Personale della Scuola, in questo caso relativamente alle utilizzazioni in rapporto alla continuità didattica sul sostegno, un vulnus giuridico tra le norme emanate dall’USR Lombardia e il MIUR, ha purtroppo rimandato una decisione, che andava attentamente valutata al fine di non creare i presupposti per un contenzioso (ricorrenti e controinteressati) avanti al Tribunale del Lavoro.

E non è mai cosa buona e giusta rendere pubblici i problemi della Scuola che si possono risolvere con lo strumento delle relazioni sindacali.

Indubbiamente la dott.sa Patrizia Graziani ha saputo favorire il processo di inclusione,valutando che la continuità didattica assume un valore imprescindibile nell’ambito del sostegno; viste le difficoltà che devono affrontare gli studenti con disabilità e il tempo che gli insegnanti impiegano per comprendere le loro esigenze.

Ho un unico rammarico: non mi sento in colpa per aver sostenuto “il valore della continuità didattica sul sostegno”, ma so di aver causato disagi e problemi in alcuni Istituti Comprensivi, e chiedo scusa.

 

Purtroppo questa è la burocrazia.

 

Cordiali saluti.

Il segretario provinciale

Loris Renato Colombo

Bergamo, 19 10 2018

 

 

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STOP ALLA REGIONALIZZAZIONE DELLA

SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

 

Lo SNALS ha lanciato questa petizione

 

 

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Ai Vicepresidenti del Consiglio Luigi di Maio e Matteo Salvini

Ai Deputati e ai Senatori della Repubblica Italiana

 

I sottoscrittori, docenti, ATA, genitori, dirigenti scolastici e studenti italiani, avendo appreso che il Consiglio dei Ministri entro il 22 ottobre si riunirà per analizzare la legge Delega sull’ autonomia della Regione Veneto, chiedono che venga eliminata da tale provvedimento legislativo tutta la parte in materia di scuola ed istruzione (articoli 3, 4, 5 e 6)  .

 Così come concepita dai nostri Padri costituenti la Scuola pubblica italiana è nazionale e non va regionalizzata.  

La nostra scuola è stata lo strumento principale attraverso cui si è realizzata l’unità nazionale (ben diversa da quella territoriale) .

Il sistema di istruzione italiano è nazionale e non è pensabile che possa entrare in logiche tese a frammentarne il principio cardine: il diritto allo studio per tutte e per tutti, con le stesse opportunità, dalle ALPI ALLA SICILIA come garantito dalla Carta costituzionale.

I rischi dietro l’angolo sono tanti e tutti gravi: la qualità dell’istruzione non può essere declinata secondo criteri economici e territoriali che metterebbero in pericolo la stessa libertà di insegnamento (art 33 Costituzione) , arrivando addirittura a contenere la mobilità ed il reclutamento dei lavoratori della scuola solo all’interno dei confini regionali.

La scuola pubblica statale rappresenta lo strumento cardine del nostro Paese per garantire eguaglianza e libertà, è il collante indispensabile tra territori e tra generazioni. Regionalizzare la scuola significa mettere fine all’unità nazionale attraverso la disgregazione della sua istituzione più rappresentativa.

Il nostro appello non va solo ai membri del Governo ma a tutti i Deputati e i Senatori della Repubblica Italiana affinché PROTEGGANO L’UNITA’ DEL NOSTRO PAESE CHE PASSA ATTRAVERSO LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA.